Gli Afidi, il nemico numero uno del peperoncino

Tra i principali nemici delle piante di peperoncino spiccano gli afidi, piccoli pidocchi che si attaccano alle piante e possono dare problemi e trasmettere malattie.

Impariamo a individuarli e ad affrontare questi minuscoli insetti, in particolare con metodi naturali propri di una coltivazione biologica, evitando pesticidi e insetticidi chimici.

Aphidoidea: cosa sono

Gli afidi (Aphidoidea) sono insetti di piccolissime dimensioni comunemente conosciuti come pidocchi delle piante, di colore variabile dal verde chiaro al bruno.

Vivono in colonie, preferibilmente sulla pagina inferiore delle foglie, e si nutrono dei succhi floematici, pungendo la pianta con il proprio apparato boccale pungente e succhiante. In sostanza succhiano linfa dai nostri peperoncini.

afidi peperoncino

Tali piccoli parassiti presentano due tipologie di moltiplicazione: la partenogenesi (le uova sono fertili anche se non è avvenuto l’accoppiamento), che viene usata in tutti gli ambienti che colonizzano. Nei climi freddi, si aggiunge l’accoppiamento per la produzione di uova durevoli, resistenti alle basse temperature.

Le forme alate compaiono proprio per l’accoppiamento o per la costituzione di nuove colonie in ospiti (le piante) più sicuri e meno sfruttati da altri parassiti.

L’apparato boccale dell’afide è pungente – succhiante. Durante la suzione di linfa elaborata, iniettano nella pianta ospite due tipi di saliva: una coagulante che isola gli stiletti dai tessuti del vegetale e l’altra (non in tutte le specie) che induce la formazione di iperplasie (galle) per il mantenimento e la protezione delle uova.

Siccome la linfa è ricca di zuccheri, di conseguenza per soddisfare il loro fabbisogno proteico, devono prelevare grandi quantità di linfa.

La melata degli afidi

Il surplus di zuccheri viene eliminato con la produzione di melata.

Si tratta di una sostanza zuccherina appiccicosa che permane sulle foglie delle piante di peperoncino colpite da afidi.

La fumaggine

La fumaggine è un fungo che si diffonde favorito dalla presenza di melata e che crea una patina nera sulla foglia delle piante, limitando gravemente la fotosintesi.

Questo patogeno è una conseguenza della presenza di afidi e rappresenta un peggiorativo rispetto ai danni portati da questi pidocchi. Possiamo usare sapone molle di potassio per lavar via la fumaggine dalle foglie.

La simbiosi con le formiche

La melata è molto appetita dalle formiche, con le quali, nel corso dell’evoluzione gli afidi hanno instaurato una simbiosi mutualistica (in cambio le formiche offrono protezione e li spostano su nuove piante).

Brutto segnale dunque vedere aggirarsi le formiche sulle piante di peperoncino, pur essendo di per se stesse innocue indicano la presenza di afidi. Poco utile prendersela con le formiche: la lotta deve essere effettuata prevalentemente contro i piccoli parassiti.

Risulta comunque positivo bloccare dove possibile l’arrivo di formiche che si occupano a volte di spostare gli afidi da una pianta all’altra o da una diramazione all’altra, aggravandone la diffusione.

Come riconoscere danni e attacchi di afidi

Quando gli afidi attaccano una pianta di peperoncino vanno a indebolirla e possono provocare malattie. Per far fronte in modo efficace e naturale a questi pidocchietti fastidiosi è importante identificarli subito, limitando i danni portati al minimo.

Le foglie apicali sono le prime ad essere colpite e, come si può notare, ad una osservazione superficiale, i piccoli parassiti non si vedono. La foglia si deforma, diventa corrugata e compaiono bolle ed accartocciamenti.

Per questo è importantissimo osservare le piante con attenzione, in modo da riconoscere l’attacco di afidi sul peperoncino e poter intervenire nel più breve tempo possibile. Infatti osservando la pagina inferiore delle foglie si riusciranno ad individuare questi micidiali insetti che, se lasciati fare, possono ridurre la pianta in condizioni gravissime.

I Rimedi Naturali

L’insetto antagonista degli afidi per eccellenza è la coccinella, capace una sola di divorarne un centinaio al giorno, l’utilissimo insetto sta però diventando piuttosto raro.

In commercio esistono delle scatole al cui interno sono contenute le larve o le uova di coccinella, ma qualcosa possiamo farlo pure noi coltivando le piante che attirano gli insetti utili come la coccinella alla quale risultano molto gradite varietà quali le carote, il finocchio, l’achillea, l’aneto, l’Anthemis tinctoria, la potentilla, il tagete, il tarassaco, la veronica o la veccia; tutte specie facilmente reperibili.

Fitoterapici Vegetali

Alcune piante possono essere sfruttate come fitoterapici vegetali, per una difesa naturale e biologica mirata a ridurre i danni alle piante colpite dai parassiti

AGLIO e CIPOLLA: Sono due lilliacee molto diffuse e risultano attive contro gli afidi e gli acari. L’azione è legata sopratutto all’elevato contenuto di sostanze antibiotiche  e composti organici solforati. L’estratto alcolico di aglio esplica un’azione repellente nei confronti degli afidi, della cidia, delle tignole e dei tortricidi. L’olio essenziale di aglio a dimostrato di possedere anche delle proprietà antibatteriche.

Si preparano infusi o macerati che si distribuiscono non diluiti direttamente sulle piante contro la mosca delle carote durante il periodo dello sfarfallamento.

FELCE: Ha foglie grandissime e triangolari. Le felci cresono abbondanti sui terreni silicei e umidi. E’ una pianta ricca di potassio, fosforo, azoto e magnesio. Risulta attiva come repellente e per contatto contro gli afidi. Si usano le foglie per preparare un macerato da diluire direttamente sulle foglie delle piante colpite dagli afidi.

ORTICA: Pianta conosciuta per le sue caratteristiche urticanti, cresce abbondante e spontanea nelle aree ruderali e sui terreni ricchi di azoto. L’ortica è una pianta vivace e molto comune. Possiede proprietà insetticide e fitostimolanti derivanti dal contenuto di acido formico nei peli urticanti delle foglie. i suoi preparati, ricchi di azoto, ferro, e altri oligoelementi, vengono utilizzati per stimolare la crescita delle piante e per la difesa dai parassiti. Si usa la pianta intere per preparare un macerato.

PEPERONCINO: Già, proprio lui. Pianta ricca di sostanze azotate e oli. Con polvere di semi e bacche si prepara l’essenza da distribuire direttamente sulle piante  quando il tempo è asciutto. Le frazioni idrosolubili contenute nei semi hanno dimostrato un elevato potere deterrente nei confronti degli afidi.

POMODORO: Solanacea coltivata in tutti gli orti familiari e ortaggio indispensabile nella dieta mediterranea, agisce contro gli afidi e la cavolaia. Ha anche effetto deterrente e repellente nei confronti di alcuni altri tipi di insetti. Si utilizzano le sole foglie, i polloni o la pianta intera, senza radici, prima della formazione dei frutti. Si usa l’estratto non diluito direttamente sulle piante prima dello sfarfallamento della cavolaia.

Altri Rimedi Naturali

Un efficace rimedio contro l’attacco degli afidi è il sapone, quello da bucato neutro detto anche “sapone di Marsiglia”, è da utilizzarsi sopratutto preventivamente come repellente. Sembra proprio che ai piccoli “succhialinfa” il profumo di sapone non sia per niente gradito e se ne vadano per altri lidi. Un trattamento ripetuto ogni due/tre settimane da iniziare quando la pianta è alta una decina di centimetri pare proprio funzionare. Il sapone, dopo averne ridotto in scaglie una manciata, va diluito per bene in circa 10 litri d’acqua, poi nebulizzato sulle piante cercando di fargli raggiungere anche la parte inferiore delle foglie.

A Mali Estremi

Estremi rimedi. Se l’attacco è ormai consolidato è meglio lasciar perdere i rimedi naturali di autoproduzione, solo il sapone di Marsiglia e il macerato di ortica possono sortire qualche effetto.

Si può quindi correre ad acquistare un buon insetticida, a patto che sia un prodotto consentito in agricoltura biologica.

Possiamo optare per l’olio di neem, oppure per un trattamento bio a base di piretro che in qualche attimo farà piazza pulita dei temibili insetti.

Ricordo di seguire le indicazioni e precauzioni in etichetta, sono da evitare sovradosaggi e anche l’uso di insetticida in presenza di insetti utili quali api e coccinelle. Per minimizzare i danni è bene fare trattamenti contro gli afidi nelle ore serali.

Vale la pena ripetere il trattamento se non siamo certi di aver eliminato la colonia.

Conclusioni

Molti sono gli insetti che possono danneggiare le piante di peperoncino ma non in maniera così grave come gli afidi. Vi è inoltre da considerare che i rimedi illustrati sono validi anche per altre specie di parassiti delle piante.

pero che questa guida possa essere di aiuto per la buona salute dei nostri amati peperoncini.

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