Travaso, come trapiantare senza problemi e senza fare troppi danni

Piccoli o grandi che siano i vasetti in cui avete seminato, giungerà il giorno in cui si dovrà procedere al rinvaso, perchè nel GermBox non ci stanno più o semplicemente per mettere a dimora nei vasi o in piena terra le piantine che state coltivando.

travaso peperoncino

Quando è il momento più opportuno per mettere le piante all’aperto? Questa è una domanda riccorrente perchè in casa, quando la crescita aumenta, la coltivazione diventa sempre più ingombrante e assetata di luce. La pianta del peperoncino soffre il freddo per cui la risposta al quesito è semplice: bisogna attendere l’arrivo dei primi caldi e piu’ precisamente quando la temperatura notturna non va più al di sotto di 14-15°C.

Con questa semplice regola la riuscita è assicurata e le piantine non andranno incontro a nessun rischio. Cosa succede se non si rispetta questa regola?: probabilmente le piantine non moriranno del tutto ma la loro crescita vegetativa subirà un brusco rallentamento che comprometterà irrimediabilmente la crescita, anche se poi arriverà il gran caldo la pianta avrà un aspetto sofferente, fiori e frutti saranno piccoli e scarsi, purtroppo. Come esempio prendete il basilico, nei supermercati viene commercializzato già da febbraio, avete provato ad acquistarne un vasetto e a portarlo a casa? Per i fortunati del sud forse no, ma per tutti gli altri è un disastro, le foglie ingialliscono, appassiscono e nel giro di una decina di giorni il basilico è ko. La causa è semplice: mancanza di luce e temperature troppo basse, se volete vederlo rifiorire mettetelo nel vostro GermBox, ammesso che ci sia lo spazio!

Aspettiamo dunque con pazienza i 14-15°C notturni e non avremo sorprese.

Con le stagione pazze a cui siamo sottoposti ultimamente c’è il rischio che un’ondata di freddo residuo arrivi anche a maggio, in questo caso l’unica arma di difesa sarà proteggere le piante con quel materiale tessuto-non-tessuto sintetico che pur riparando dal freddo lascia traspirare l’aria. Si trova comunemente nei Garden Center ad un costo ragionevole, alla prima occasione meglio acquistarne un pò da tenere come emergenza.

Trattati gli argomenti del “quando trapiantare” veniamo allo scopo primario di questa guida cioè come trapiantare o meglio come togliere pianta e radici senza fare troppi danni.

Le foto che ho inserito documentano il travaso di una piantina di Trinidad Scorpion (link) da un vaso ø30 a uno di ø40 mm. Non è un gran trapianto ma, per esigenze fotografiche, le dimensioni erano qualle che si prestavano meglio allo scopo. I concetti comunque rimangono i medesimi anche per vasi di dimensioni diverse. Chiaramente le cautele dovranno essere maggiori tanto più la piantina sarà giovane e delicata.

L’umidità ideale

Se il terriccio nel vasetto è bagnato o molto umido meglio lasciarlo asciugare un poco togliendolo eventualmente qualche ora prima dal GermBox e appoggiandolo su di un tovagliolo di carta o un pezzo di Scottex in modo che la maggior parte dell’acqua venga assorbita.

Il procedimento passo per passo

Specialmente quando il vaso è di coccio, l’apparato radicale tende ad appiccicarsi ad esso.

Utilizzando un cutter lo inseriamo nel terriccio stando rasenti alla parete interna del vaso, muovendolo avanti e indietro separiamo il pane di terra dal vaso stesso.

Con l’ausilio di una pinzetta o di uno stuzzicadenti estraiamo terriccio e radici dal vaso.

Normalmente il pane di terra si presenterà con una gran parte delle radici, quelle più sottili, situata sul fondo. Questa collocazione è frutto della sensibilità dell’apparato radicale il quale ha individuato la sorgente di umidità e sta cercando di arrivarci in tutti i modi.

Le radici svolgono una duplice funzione, oltre al rifornimento idrico demandato alle radici più basse e sottili, vi sono quelle dedicate al sostegno fisico della pianta, queste ultime sono quelle più grandi e vicine al colletto (la zona dove il gambo della pianta si inserisce nel terriccio) del gambo.

Eliminiamo gran parte del vecchio terriccio ma non tutto senza strappare o tirare le radici ma solo sminuzzando il pane di terra con uno strumento appuntito. Eseguite quasta operazione con calma e pazienza in modo da non recidere le radici le quali, specialmente se la piantina e’ molto giovane, sono particolarmente delicate. Se poi qualche radichetta delle più sottili si staccherà non preoccupatevi, la vostra pianta sopravviverà ugualmente.

Prepariamo il nuovo vaso inserendo sul fondo di esso una piccola quantità di terriccio nuovo (circa il 10% del volume) e comprimendolo fortemente in modo che tenda ad uscire dal foro di fondo del vaso. L’operazione serve a costituire una zona fovorevole all’assorbimento di umidità per via capillare.

Evitate l’uso di sassolini od altro per chiudere il foro del vaso. Vi sconsiglio vivamente anche l’utilizzo delle palline di argilla espansa, non servono a nulla e rubano spazio vitale al terriccio.

Poniamo la piantina bene in centro al vasetto e più in basso possibile in modo da ricoprire col terriccio anche quella zona del fusto che prima era scoperta.

Premiamo l’apparato radicale cercando di stabilizzare la piantina, quindi aggiungiamo altro terriccio, un poco per volta premendolo con le dita dopo ogni aggiunta.

Come ultima operazione bagnamo abbondantemente e lasciamo assestare il tutto per un’oretta prima di posizionare la nostra piantina nel luogo predestinato.

Travaso e Radici: dipanare la matassa

Un Accorgimento Importante

Durante il travaso capita spesso che quando si estrae il pane di terra dal vasetto ci si ritrovi in una situazione come quella mostrata dalle immagini qui sotto:

La massa dell’apparato radicale, oltre ad aver “divorato” quasi tutto il terriccio, si presenta come un insieme solido e compatto che ha assunto la forma del vaso che la ospitava. Travasare semplicemente il tutto in queste condizioni è uno degli errori che spesso vengono commessi. Senza manipolare opportunamente le radici, per un qualche motivo probabilmente legato alla memoria delle sue condizioni precedenti, la pianta “crederà” di stare ancora nel vecchio vaso e l’operazione che stiamo effettuando produrrà ben pochi effetti positivi, la crescita non aumenterà più di tanto e nemmeno la maturazione e la fruttificazione saranno migliorate di molto. Il nostro peperoncino insomma rimarrà “bloccato” nella situazione precedente non accorgendosi nemmeno di essere stato travasato. Quanto detto prima vale naturalmente anche in caso di trapianto in piena terra.

Si dovrà dunque “metter mano” a questa situazione con una semplice operazione che contribuirà a migliorare lo stato della massa radicale in modo che il travaso produca risultati positivi. Come si nota dalle immagini il terriccio è pressochè asciutto, in questo stato le radici sono più facilmente manipolabili, da evitare perciò di effettuare le operazioni che seguono quando il terriccio è troppo bagnato.

Colgo l’occasione per rammentare che il peperoncino necessita di pochissima irrigazione, l’eccesso idrico nuoce gravemente alle piante e, specialmente quando queste sono al primo stadio di crescita, provoca facilmente malattie e patologie che spesso conducono al marciume delle radici, all’ingiallimento delle foglie, alla loro caduta e, se la situazione permane, anche alla morte della pianta stessa.

Manipoleremo dunque la massa radicale in modo da dipanare il groviglio di radici iniziando ad aprirlo dal basso, in certi casi occorre agire energicamente, senza preoccuparsi troppo se qualche filamento radicale viene strappato; in questo stadio la pianta è molto vitale e sopporta con disinvoltura qualche piccola mutilazione.

Prepareremo poi il vaso con del buon terriccio fresco al quale verrà aggiunta una manciata di fertilizzante che dovrà essere mescolato per bene al terriccio stesso. La quantità di terra dipende dalla dimensione del vaso (state grandi e di coccio se potete) e dalle dimensioni della pianta. Di regola i vasi vanno riempiti fino al primo anello sotto il bordo superiore ed a quel livello dovrà essere posta la base della pianta.

Allargando bene le radici mentre la si posa, terremo alla giusta altezza e ben centrata la pianta mentre aggiungiamo il terriccio rimanente

A questo punto una bella “doccia” abbondante è d’obbligo in modo che la pianta si risvegli e le radici vengano in contatto con il nuovo ambiente.

Per finire una nota che vale sempre a prescindere dai travasi: nelle immagini si possono notare alcune bacche (la varietà e una Claire – Capsicum Annuum) già completamente mature, se gli scopi non sono esclusivamente ornamentali è consigliabile raccogliere i peperoncini maturi in modo che la pianta riservi le sue energie per gli altri frutti e per nuove fioriture.

Conclusioni

Molti avranno trovato questi consigli superflui e scontati ma nella mia esperienza altri hanno la necessità di essere aiutati perchè alle prime armi. Spero che questa guida possa essere di aiuto a tutti per la buona salute dei nostri amati peperoncini.