Coltivare una varietà tardiva in climi freddi

Anticipare la Semina in Casa

La luce è indispensabile per la crescita della pianta di peperoncino

Ogni peperoncinaro, prima o poi, si imbatte in una varietà con un periodo vegetativo troppo lungo per il clima locale o semplicemente non riesce più a resistere alla tentazione di seminare in pieno inverno nella speranza di anticipare e incrementare il raccolto.

Per essere chiari fin dal principio, precisiamo subito che in questo articolo non si discuterà della coltivazione casalinga. Per questo, infatti, sono necessarie luci ben più potenti di quelle trattate nel seguito e controlli ambientali ben più precisi. Quello di cui si discuterà nel seguito, è applicabile a piantine appena germinate alte fino a 10-20 cm con non più di 5-7 foglie vere.

coltivazione peperoncino

Il problema non è tanto nel far germinare i semi, quanto nel far crescere le giovani piantine sane e robuste evitando di farle filare (ovvero crescere lunghe e sottili verso una luce insufficiente). Nel caso meno grave nel quale si disponga di una finestra molto grande e luminosa, infatti, le piantine diventeranno lunghe e storte. Nei casi peggiori, potrebbero divenire così lunghe e sottili da non riuscire più a sorreggere il proprio peso, piegarsi, cadere e quindi morire.

Per seminare con successo durante l’inverno è quindi necessario predisporre di un buon sistema di illuminazione artificiale. Questo permetterà alle piantine di crescere sane fino a quando, arrivata la primavera, sarà possibile spostarle all’aperto dove il sole fornirà tutta la luce e il calore a loro necessari. Per crescere sane le piantine hanno bisogno di molta luce. Maggiore sarà la quantità di luce, più rapida sarà la loro crescita.

Come si può fornire alle nostre piante tutta la luce necessaria?
In teoria è molto semplice: basta mettere le piante sotto una fonte d’illuminazione e quelle cresceranno!
Il problema è che le varie tipologie d’illuminazione non sono tutte uguali e la loro effettiva utilità per le piante è molto variabile.

Allora, quale tipo d’illuminazione si può utilizzare?
Quando acquistiamo una lampadina per la nostra casa, il primo pensiero è il consumo in Watt della stessa. Se, però, il nostro scopo è coltivare delle piante, il consumo non è sicuramente il parametro più importante da considerare (se escludiamo il problema della bolletta …). In questo caso, infatti, al primo posto nei nostri pensieri deve esserci la quantità di luce prodotta e sfruttabile dalle nostre piante (sempre in relazione al costo di messa in opera e mantenimento del sistema).

Sfortunatamente, la luce che raggiunge le nostre piante diminuisce col quadrato della distanza dalla sorgente luminosa (qualunque essa sia). Questo significa che una sorgente luminosa poco potente deve essere molto vicina alle piantine perché queste ne possano beneficiare.

Le lampadine a incandescenza, normalmente utilizzate per l’illuminazione casalinga forniscono poca luce e, quindi, devono essere mantenute molto vicine alle piantine per essere di una qualche utilità nella loro crescita. Se si è mai provato a toccare una lampadina, però, si capisce immediatamente che non è possibile porla a 10-15 cm dalle piante che ne sarebbero bruciate. Inoltre lo spettro delle lampade ad incandescenza non è molto adatto per le piante. In definitiva, quindi, non è possibile utilizzare una comune lampadina ad incandescenza.

Le lampade fluorescenti (Neon), non presentano gli stessi problemi di riscaldamento di quelle a incandescenza: la luce diminuisce sempre col quadrato della distanza, ma dato che non scaldano molto possono essere posizionate molto vicino alle piantine.
Perché siano di una qualche utilità devono essere posizionate pochi (10-15) centimetri sopra le piantine.

Esistono molti tipi diversi di lampade fluorescenti, ma per massimizzare il numero di piante che possono beneficiare di una singola lampada occorre sceglierne una tubolare. Sotto le lampade compatte a basso consumo, infatti, non si riesce a disporre un numero di piante adeguato. In ogni caso, se le piantine sono poche, è possibile utilizzare con successo anche queste luci.

Anche di tubi fluorescenti ne esistono di vari tipi e potenze. Si potrebbe, quindi, essere tentati di acquistare una o più gro-light. Queste luci sono specializzate per la crescita delle piante e danno ottimi risultati, ma per contro sono piuttosto costose. Fortunatamente i peperoncini sembrano amarci quanto noi amiamo loro e per farci risparmiare ci vengono incontro.

Alcuni dati sperimentali sembrano indicare che, entro un certo limite, le piantine di peperoncino sono insensibili allo spettro luminoso (abbiamo detto entro un certo limite: quelle luci rosse acquistate per Halloween non vanno bene). In effetti, se si provano delle normali luci fluorescenti si ottengono risultati anche migliori che con le grow-light.

Migliori… Come è possibile?
Semplice: il compito principale di una gro-light è di fornire un “buono” spettro luminoso, particolarmente adatto alla coltivazione delle piante. Questo “buono” spettro è solitamente fornito a discapito dell’intensità luminosa e quindi una buona gro-lux fornisce solitamente meno luce di una buona luce bianca (cool white). Dato che alle giovani piantine serve di più tanta luce che non un buono spettro bisogna sempre scegliere la luce che, a parità di consumo, fornisce più lumen.

Come sapere quante lampade servono?

Il trucco è che non è possibile esagerare e quindi è inutile porsi il problema, basta scegliere la soluzione più economica che garantisce un risultato soddisfacente. Il consumo di una lampada fluorescente è legato alla sua lunghezza, pertanto basta misurare la lunghezza dell’area di crescita e acquistare la lampada della lunghezza corrispondente che fornisce più lumen possibili. Per sapere quante lampade di quella lunghezza occorrono basta, invece, misurare la larghezza dell’area di crescita. Un tubo fluorescente, infatti, riesce a coprire efficacemente una striscia larga non più di 20-25 cm.

Ad esempio, per un’area di crescita lunga 1 m e larga 50 cm si possono utilizzare due tubi cool white da 36 W (lunghezza 80 cm). In questo modo lo spazio non utilizzabile per le piantine è poco ed è molto comodo mentre si lavora.

Quanto tempo devono rimanere accese le luci?
12 ore di luce sono il minimo assoluto sotto il quale non bisogna mai scendere, ma un ciclo giornaliero con 14-16 ore di luce garantisce risultati sicuramente migliori.
In condizioni naturali le piantine spuntano in primavera, quando le giornate si vanno allungando, con le luci è possibile esagerare l’effetto benefico della luce sfruttando anche il fatto che la luminosità è costante.

Com’è possibile sfruttare al meglio le luci?
Per massimizzare la quantità di luce sfruttabile dalle piante, è opportuno utilizzare dei riflettori. Questi ultimi possono essere anche auto costruiti, ma bisogna assolutamente evitare che si vengano a creare dei punti caldi (punti nei quali la luce viene concentrata) che potrebbero bruciare le piante.

Se si lavoro nel modo corretto, le piante cresceranno rapidamente e quindi è necessario prevedere un sistema semplice per alzare le luci con l’allungarsi delle piante. Per questo scopo è possibile sospendere le luci a delle catenelle, utilizzare pile di libri o quant’altro venga in mente, ma in tutti i casi bisogna evitare che le foglie arrivino a toccare le lampade.

L’irrigazione e l’umidità sino indispensabili per lo sviluppo della pianta di peperoncino

C’è altro che va preso in considerazione?
Dal momento che le piante avranno bisogno d’acqua accorrerà annaffiare per tenere il terreno umido (non zuppo). Questo renderà l’ambiente molto umido e, quindi, per evitare lo svilupparsi di muffe e marciumi sarà opportuno (o necessario) utilizzare un piccolo ventilatore. La ventola di un vecchio PC andrà benissimo.
Un altro problema delle annaffiature è che si rischia di creare dei cortocircuiti. Per evitare conseguenze spiacevoli sarà bene utilizzare dei collegamenti a tenuta stagna oppure, come minimo, legare i cavi in modo tale che eventuali gocce d’acqua su di essi non arrivino ai contatti o nelle prese.

Il calore aumenta la velocità della germinazione e della crescita

Una nota conclusiva riguarda la temperatura. Anche se bruciare le piante con delle luci fluorescenti è piuttosto difficile, non è altrettanto difficile avere un ambiente troppo freddo (in particolare nelle cantine e di notte). Un termometro che indichi la temperatura massima e minima raggiunte aiuterà a capire quando e come intervenire in caso di problemi. Come regola, la temperatura non dovrebbe mai scendere sotto 16° C, ma riuscire a mantenerla sempre sopra 20° C sarebbe molto meglio.